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Impollinatori e biodiversità nelle scuole

#NoiSiamoPOLLINO

Progetto di Educazione Ambientale rivolto al raggiungimento e rafforzamento della consapevolezza di vivere in un Parco

IMPOLLINATORI E BIODIVERSITA’

Premessa

I cambiamenti climatici continuano a mietere vittime innocenti.
Secondo uno studio condotto da un team internazionale di ricercatori ha infatti dimostrato che negli ultimi settant'anni la fioritura delle piante è progressivamente anticipata, più di quanto sia accaduto al fenomeno correlato della distensione delle foglie. Questi due eventi fenologici, ovvero relativi allo sviluppo delle piante, sono strettamente legati al cambio stagionale delle temperature: «Le piante esposte alle basse temperature, durante l'inverno, "riposano" prima dell'esplosione dei germogli delle nuove foglie», e necessitano di temperature miti per poter fiorire in primavera. Il cambiamento climatico sta compromettendo l'equilibrio tra fasi e clima, e rischia di danneggiare interi ecosistemi influenzando i tempi di fioritura delle piante e i loro habitat di diffusione, con effetto su ibernazione e migrazioni delle specie animali. Che il global warming potesse disturbare i processi di impollinazione era un fatto noto da tempo, ma in rare occasioni dimostrato "sul campo".
Lo stesso team di ricercatori, ha scoperto ad esempio che lo scioglimento precoce delle nevi nei climi nordici crea le condizioni per un "appuntamento mancato" tra il fiore di una pianta perenne, la Corydalis ambigua, e i bombi che trasportano il suo polline.
Obiettivo del progetto è stato quello di sensibilizzare i ragazzi della scuola primaria e secondaria dell’Istituto Nicola Sole di Senise, in particolare i ragazzi dei plessi di San Costantino Albanese e Terranova di Pollino (PZ) indicati dalla dirigenza scolastica, sul tema dell’impollinazione nell’era dei cambiamenti climatici, così come concordato e indicato dall’Ente Parco Nazionale del Pollino.

Contenuti e attività

In linea con i contenuti dell’idea progettuale, le attività sono state strutturate principalmente in due moduli, impegnando tutto l’orario scolastico giornaliero. Il primo modulo ha riguardato l’aspetto teorico dell’argomento proposto in progetto, quindi con una presentazione in PowerPoint sono stati affrontati gli aspetti legati alla biodiversità e alle sue minacce, i cambiamenti climatici in generale e i suoi effetti sugli impollinatori e sul ruolo che da tempo ricoprono.
Oltre ai cambiamenti climatici, le minacce trattate hanno riguardato il degrado degli habitat provocato dalle attività umane, l’uso dei pesticidi in agricoltura, la diffusione di malattie e di parassiti, il proliferarsi di piante invasive e non ultimo la competizione con gli impollinatori non nativi.
Ecco che gradualmente, la diversità biologica che è alla base dei nostri sistemi alimentari sta scomparendo, mettendo a dura prova il futuro del nostro cibo, dei nostri mezzi di sussistenza, della salute e dell’ambiente in generale.
Le conseguenze rischiano di essere disastrose: api, farfalle e altri insetti stanno comparendo dai nostri paesaggi così come succede per varie specie di uccelli. Questi in sintesi gli argomenti trattati e illustrati, che senza dubbio hanno catturato la curiosità e lo stupore dei ragazzi.
Allo stesso tempo, non poteva non essere rimarcato il ruolo degli attori del presente progetto (C.E.A.S. ed Ente Parco N. del Pollino), che attraverso programmi educativi portano avanti battaglie a favore della tutela degli ecosistemi e di ogni iniziativa volta a garantire un futuro più sostenibile.
Successivamente la parte teorica, durata circa 90 min., si è passati al secondo modulo che prevedeva delle attività laboratoriali, dove i ragazzi hanno potuto toccare con mano e osservare da vicino una colonia di api domestiche, costituite dall’ape regina, dai fuchi e dalle api operaie.
Hanno inoltre osservato e imparato il delicato lavoro dell’apicoltore, i suoi attrezzi e i prodotti derivanti dagli alveari.
Con l’arnia didattica e attraverso un percorso sensoriale-coinvolgente, hanno scoperto come le api lavorano per produrre il miele, la propoli, la cera, la pappa reale.
Nella sessione, è stato possibile indossare la tuta e i guanti da apicoltore ed estrarre tutti assieme il miele direttamente dai favi utilizzando uno smielatore manuale, vivendo così un momento di pura magia. La sessione laboratoriale si è posta come uno strumento educativo capace di sensibilizzare i partecipanti alle tematiche ambientali e alimentari.
Attraverso un approccio pratico e diretto è stato possibile apprendere nozioni importanti sulla biologia e l’ecologia delle api, sviluppando anche una maggiore consapevolezza sull’importanza delle api per l’ambiente e la nostra salute.
Sia il primo modulo che il laboratorio sono stati strutturati per stimolare la curiosità e il senso critico dei ragazzi, portandoli a riflettere sull’impatto che le scelte alimentari e il modello di consumo attuale hanno sull’ecosistema.

Parole chiavi: Biodiversità, ragazzi, impollinatori, cambiamenti climatici.


Report fotografico


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