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L'Officina delle Tradizioni

“UNA MAPPA DI COMUNITA’ PER LA VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO CULTURALE LOCALE DELLA VALSARMENTO ATTRAVERSO ELEMENTI IMMATERIALI QUALI LE TRADIZIONI”.

Descrizione del progetto:

Il progetto “Le officine delle tradizioni” nell’introdurre le Mappe di comunità, vuole riuscire a trovare uno strumento efficace, semplice, diretto, accessibile a tutti in grado di dare evidenza delle molteplici relazioni che legano indissolubilmente tra loro le comunità locali della Val Sarmento e le tradizioni.
La mappa di comunità è un processo culturale, introdotto in Inghilterra all’inizio degli anni Ottanta e poi ampiamente sperimentato, tramite il quale una comunità disegna i contorni del proprio patrimonio; è più di un semplice inventario di beni materiali o immateriali, in quanto include un insieme di relazioni invisibili fra questi elementi. Deve essere costruita con il contributo dei residenti per far emergere tali relazioni; non si riduce quindi ad una “fotografia” del territorio ma comprende anche il “processo con cui lo si fotografa”.
Questo tipo di rappresentazione grafica, è uno strumento con cui gli abitanti di un determinato luogo hanno la possibilità di riprodurre il patrimonio, il paesaggio, i saperi e le tradizioni in cui si riconoscono e che desiderano trasmettere alle nuove generazioni. Evidenzia il modo con cui la comunità locale vede, percepisce, attribuisce valore al proprio territorio, alle sue memorie, alle sue trasformazioni, alla sua realtà attuale e a come vorrebbe che fosse in futuro.
La finalità da perseguire, mira a far rinascere la coscienza dei luoghi principalmente attraverso le tradizioni, intese come elementi capaci di opporsi agli effetti distruttivi sulla qualità della vita nel territorio da parte della globalizzazione economica e delle sue crisi.
Viene in tal modo esplicitato un concetto “nuovo” di territorio, che non è solo il luogo in cui si vive e si lavora, ma che pure conserva la storia degli uomini che lo hanno abitato e trasformato in passato, i segni che lo hanno caratterizzato, le tradizioni che lo contraddistinguono. Vi è la consapevolezza che il territorio, qualunque esso sia, contenga un patrimonio diffuso, ricco di dettagli e soprattutto di una fittissima rete di rapporti e interrelazioni tra i tanti elementi che lo differenziano.

Predisporre una mappa di comunità significa avviare un percorso finalizzato ad ottenere un “archivio” permanente, e sempre aggiornabile, delle tradizioni e dei luoghi del territorio della Val Sarmento. Al fine di evitare la perdita delle conoscenze dei luoghi, e delle saggezze sedimentate raggiunte con il contributo di generazioni e generazioni. Un luogo include memorie, spesso collettive, azioni e relazioni, valori e fatti numerosi e complessi che a volte sono più vicini alla gente che non alla geografia, ai sentimenti che non all’estensione territoriale. La rappresentazione dei valori del patrimonio come strumento di educazione al territorio, come educazione al paesaggio, come educazione ambientale, rappresenta la precondizione della sua cura e del suo uso durevole come risorsa; è alla base per la costruzione di scenari strategici di trasformazione, basati sulla valorizzazione del patrimonio stesso in forme durevoli e autosostenibili.
Le comunità locali, pertanto, devono essere incoraggiate ad intraprendere queste esperienze di lettura ed interpretazione del proprio patrimonio sia esso materiale o immateriale, mobile o immobile.
La redazione della mappa consente di restituire importanza alle cose familiari che appartengono alla vita quotidiana di ogni cittadino, per la tutela e la conservazione delle tradizioni dando espressione agli affetti e ai luoghi comuni, spesso non considerati.

Obiettivi:

• Prestare attenzione a un luogo definito non da rigidi confini amministrativi, ma piuttosto osservare come coinvolgendo alcuni comuni della Val Sarmento rientranti nella provincia di Potenza (Cersosimo, San Costantino Albanese, San Paolo Albanese, Terranova) si riscontra un parallelismo tra le tradizioni delle varie comunità;
• tener conto delle percezioni locali del paesaggio al fine di cogliere quest’ultimo quale rappresentazione della storia dei luoghi così come tramandata dalla memoria individuale e collettiva;
• valorizzare il patrimonio locale attraverso il coinvolgimento attivo della comunità;
• attirare l’attenzione di un gruppo di persone (diverse per età, interessi, conoscenze e formazione culturale) che offrono la propria disponibilità nel contribuire alla riuscita dell’idea;
• focalizzare l'attenzione della cittadinanza sulla valorizzazione delle culture e delle tradizioni popolari locali;
• dimostrare come, una tradizione povera e talvolta conservativa, possa stimolare la fantasia e la creatività;
• stimolare l’immaginazione degli utenti ponendosi come mezzo di confronto di esperienze e interpretazioni soggettive consentendo di cogliere e sviluppare i nessi tra il passato e il presente attraverso un linguaggio di facile interpretazione.

Azioni:

• coinvolgimento delle amministrazioni locali, associazioni e gente del posto per segnalazioni di tradizioni locali;
• raccolta delle informazioni attraverso l’ascolto e rinvenimento di vari documenti;
• attività di ricerca attraverso foto, mappe, testi storici ecc…
• individuazione e collegamento tra elementi comuni delle tradizioni dell’area di riferimento;
• elaborazione e stesura della mappa di comunità contenente le tradizioni salienti di ogni singolo comune preso in esame;
• stampa della mappa “ Le officine delle tradizioni ” su un pannello espositivo;
• realizzazione, durante la giornata di manifestazione, dei laboratori didattici sulla manipolazione dell'argilla, sulla lavorazione della ginestra, sulla produzione del sapone, sulla decorazione di oggetti in terra cotta, riproduzione di un elemento peculiare della Val Sarmento attraverso la tecnica serigrafica, in cui prevalga un’attività conoscitiva e percettiva, dove si possono sviluppare processi di apprendimento a livelli diversificati che permettano una reinterpretazione dei segni presenti nel territorio, e che vede protagonisti gli attori locali.

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