Terra Mediterranea
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Seminario Oasi di San Silvestro (CE)

Come migliorare gli apprendimenti scolastici e contribuire a sviluppare competenze spendibili nella vita di relazione e nel mondo del lavoro.
(Le arti del combattimento sono discipline sportive che educano alla pace)

Di Roberto Tasciotti

Considerazioni generali
I grandi cambiamenti avvenuti in questo ultimo decennio nella pubblica amministrazione:l'attribuzione di nuovi compiti agli enti locali, l'autonomia scolastica, la profonda trasformazione del modello sportivo italiano in atto, a cominciare dalla riforma del coni, ci hanno spinto ad individuare strategie operative, percorsi, in grado di contribuire alla valorizzazione della pratica sportiva quale veicolo formativo per i nostri ragazzi.

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Seminario Nazionale Educazione – Orbetello 2011

Gruppo di lavoro del 13 marzo su collaborazioni concrete di utilità reciproca tra Ufficio Nazionale e rete territoriale e in particolare: promozione dei programmi WWF per la scuola, formazione e condivisione della progettualità e competenze della Rete Educazione.

Obiettivo dei lavori è stato quello di individuare cosa sia possibile fare da subito negli ambiti della promozione e della formazione, quali azioni semplici e praticabili attuare e quali le criticità.

1. PROMOZIONE PROGRAMMI SCUOLE
Nella rete sono già attive con azioni specifiche alcune SPE: La Ghiandaia, Pachamama, Coala. In particolare, Pachamama organizza un incontro all’inizio dell’anno scolastico con l’Ufficio Scolastico Provinciale (USP ex Provveditorato). Coala invece segnala nella presentazione dei propri progetti la possibilità di acquistare i materiali scuola WWF.
Inoltre tutte e tre le SPE offrono alcuni pacchetti didattici che hanno già inclusa l’iscrizione della classe al Panda Club/Explorer.

Una diversa via promozionale utilizzata (es. Maria Resca, STL WWF Pianura Bolognese) è la relazione con la Provincia: la Provincia di Bologna ha acquistato dal WWF i pacchetti Panda Club/Explorer che poi sono stati distribuiti alle scuole. Con le scuole viene parallelamente mantenuto un rapporto incontrando sistematicamente, all’inizio dell’anno scolastico, gli insegnanti referenti per l’educazione ambientale. Pesa su questo però, il problema della tempistica nella produzione dei materiali, a disposizione stampati in autunno . Gli insegnanti, infatti, vanno incontrati entro settembre prima della fase di programmazione e quindi è importante avere per allora se non il materiale stampato qualcosa che gli si avvicini molto. Altra azione che viene realizzata è festa panda club, un evento teatrale annuale più di visibilità e coinvolgimento ampio (i fondi per realizzarlo provengono da sostenitori esterni es. coop adriatica).

Un’ulteriore azione che potrebbe essere attuata e sostenere la promozione e visibilità dei programmi oltre che valorizzare la presenza degli educatori sul territorio consiste nel far sì che tutta la rete di SPE insieme al WWF proponga una comune attività legata ai programmi scuola dell’anno in corso. Concretamente quindi, per il nuovo anno scolastico, le SPE proporrebbero un laboratorio-tipo sul tema “alimentazione (programma Panda Club 2011-12).

ALCUNE CRITICITA’ EMERSE
- Un problema che può presentarsi nell’interlocuzione istituzionale. Chiedere il sostegno di enti/istituzioni locali può essere un’arma a doppio taglio soprattutto per realtà che abbiano rapporti con essi a più livelli (es. gestiscono oasi, sono legate al WWF locale ecc.): l’istituzione può sostenere le SPE nella promozione dei programmi WWF sul territorio ma anche strumentalizzare a proprio favore, magari in ambiti diversi, questo sostegno, chiedendo particolari “attenzioni” da parte dell’associazione nei propri confronti.
- Il coordinamento regionale. Problema del coordinamento tra Strutture Territoriali Locali WWF, SPE, WWF Ricerche e Progetti, WWF regionali: oggi abbiamo più soggetti WWF che non solo agiscono nel medesimo ambito ma anche interloquiscono con il territorio e le istituzioni. Come costruire la rete efficacemente? Su quali basi la si qualifica e coordina? Quali i ruoli e i soggetti che li rivestono?
- Necessità per il WWF di avere riscontri sulla promozione dei programmi scuola. Manca ma è indispensabile che la Rete comunichi numeri e anagrafiche delle scuole che aderiscono a proposte WWF delle SPE o che si iscrivono al Panda Club/Explorer. Questo anche al fine di coinvolgere le scuole in tutte le azioni di fidelizzazione che l’associazione pone in essere.
- I costi aggiuntivi. L’attività di promozione, se non è episodica e frammentaria, comporta impegni di persone e di risorse, che potrebbero essere compensati dagli incentivi messi a disposizione con l’offerta speciale SPE.

Le azioni che possono attuarsi da parte dell’Ufficio Educazione e della Rete:
- sforzo dell’Ufficio per adattare la tempistica di produzione dei materiali alle necessità della promozione nella scuola;
- impegno della Rete per organizzare, ex novo, o approfittare comunque d propri incontri per presentare alle scuole i programmi WWF;
- promozione sistematica dei programmi scuola WWF nell’ambito della proposta didattica delle SPE, Oasi…;
- laddove possibile (es. coincidenza dei temi sui quali sono costruite le proposte didattiche della SPE) proporre nel costo complessivo del proprio pacchetto didattico l’iscrizione al Panda Club/Explorer;
- valutazione della possibilità di definire l’attività/laboratorio comune legato ai programmi scuola WWF che tutti gli educatori possano proporre;
- verifica da parte dell’Ufficio Educazione di possibili canali di distribuzione da attivare (es. accordo con UPI);
- predisposizione da parte dell’Ufficio di una lettera standard spendibile dalla Rete sul territorio per la ricerca di finanziatori istituzionali;
- predisposizione di un comunicato stampa da inviare alla stampa locale;
- applicazione di sistemi incentivanti (es. sconti) per l’acquisto dei kit da parte degli insegnanti e/o dalla Rete;
- utilizzazione del sistema delle biblioteche per la promozione: è un luogo molto frequentato da insegnanti, in cui è anche possibile organizzare eventi;
- miglior coordinamento da parte dell’Ufficio per garantire una effettiva e capillare circolazione delle informazioni;
- valutazione da parte dell’Ufficio sulla possibile estensione della promozione ad altri destinatari come ad esempio gruppi sportivi, scout, oratori, ecc.;
- impegno dell’Ufficio per l’attivazione di un efficace coordinamento della Rete a livello regionale (referenti regionali WWF per l’e.a.).


2. OCCASIONI DI FORMAZIONE DELLA RETE E CONDIVISIONE DELLA PROGETTUALITA’

Gli aspetti emersi chiaramente sono stati due:
- L’esigenza di uno strumento semplice e agile per condividere esperienze tra educatori. L’ipotesi che è stata prospettata prevede ad esempio la creazione di uno spazio forum in cui gli educatori si possano incontrare e supportarsi nella progettazione, confrontarsi su metodi, attività, percorsi. Il forum potrebbe essere strutturato per tematiche diverse. Sono state comunque evidenziate le criticità possibili: un forum è impegnativo in termini di tempo che deve esservi dedicato, funziona solo se frequentato e arricchito da tutti e quindi se vi è un reale scambio tra più soggetti.
- La possibilità di occasioni di formazione sul campo, attraverso stage/scambi presso gli educatori stessi.
Su questo l’ufficio educazione si può impegnare nella ricerca di finanziamenti attraverso la presentazione di progetti ad hoc. In ogni caso l’ufficio può agevolare le comunicazioni all’interno della rete fungendo da collettore e facilitatore ad esempio raccogliendo disponibilità degli educatori a offrire occasioni formative al loro interno e le domande di formazione di coloro invece che desiderano di apprendere venendo inseriti in contesti diversi.

Azioni che possono attuarsi da parte dell’Ufficio Educazione e della Rete:
- verifica della realizzabilità e funzionalità del forum o di altri strumenti da parte dell’Ufficio Educazione, definizione di una proposta che poi sarà diffusa tra gli educatori e valutata insieme;
- impegno dell’Ufficio per concretizzare almeno uno dei possibili strumenti di formazione descritti sopra;
- costituzione di una comunità di confronto/ricerca partendo dalle tematiche Panda Club e Panda Explorer;
- realizzazione di una “banca dati” di documentazione dei progetti, dei cv dei soggetti e delle competenze dei singoli professionisti al fine anche di partecipare a bandi con un reciproco coinvolgimento e sviluppare progettualità comuni.

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Ricomincio da me

Un corso di aggiornamento professionale per gli operatori dei Centri di educazione ambientale e degli Osservatori ambientali della Redus di Basilicata.

Voluto dal Centro di Coordinamento della Redus, il corso si è svolto a Sabaudia presso il Parco Nazionale del Circeo ed è stato tenuto dall'Istituto Pangea Onlus, organizzazione di fama nazionale che da vent'anni si occupa di formazione professionale per l'ambiente.

Il corso è stato impostato secondo le più moderne linee guide di Place Based Education, educazione legata al luogo, utili a progettare percorsi educativi condivisi, che partendo dai cosiddetti "problemi globali", analizzino quelli esistenti a livello locale e tenendo conto degli aspetti controversi e delle complessità, li riducano a iniziative utili a coinvolgere la comunità nella loro soluzione o nella loro mitigazione.

Il programma ha visto 40 ore di lezioni teorico-pratiche e sul campo, lavori di gruppo, escursioni, anche notturne, e attività di socializzazione finalizzate alla creazione di un gruppo coeso come prerequisito essenziale per la creazione di una rete diffusa.

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I° Seminario di Educazione ambientale

Corso-Seminario in un progetto di continuità a cura del C.E.A.S. “Lago Montecotugno” rivolto a 12 educatori ambientali.

Premessa:
Le strutture organizzanti il seminario, consapevoli dell’importanza dell’educazione che, oltre ad essere un diritto umano, rappresenta un pre-requisito per raggiungere uno sviluppo sostenibile, uno strumento essenziale per un buon governo, per i processi decisionali consapevoli e per la promozione della democrazia, nonché mezzo insostituibile per rafforzare la capacità di individui, gruppi, comunità, organizzazioni ecc…, consapevoli inoltre che l’educazione per lo sviluppo sostenibile deve mirare alla promozione di un cambiamento della mentalità della gente tanto da farla diventare capace di rendere il nostro mondo più sicuro, salubre e prospero, ingredienti indispensabili al miglioramento della qualità della vita, nell’ambito della propria programmazione annuale intendono avviare un percorso didattico dai contenuti inerenti le tematiche citate.
Gli argomenti che verranno trattati avranno come finalità ultima, quella di evidenziare il compito dell’”educatore ambientale” in una moderna concezione di “docente”.

Anno 2010: Ricerca di autoformazione, nascita del gruppo di lavoro e creazione di un prototipo sperimentale (seminari);

Destinatari/partecipanti: Docenti di ogni ordine e grado , ricercatori, studenti universitari, dirigenti scolastici, insegnanti scuola primaria , insegnanti scuola secondaria , guardiaparco, amministratori e dirigenti di Enti, accompagnatori naturalistici ed operatori del settore.

Contesto ambientale: Negli argomenti da trattare, verrà data la giusta importanza ai contesti tipici del luogo, quindi ambiente urbano, il comune, ambienti naturali , aree protette di varia natura quali fiume, montagna, parchi a vocazione forestale, laghi, ecc….

Tematiche da sviluppare:
I contenuti che si richiedere mettere in campo rientrano tra:
• Strategie volte a promuovere l’uso sostenibile delle risorse e la conservazione della biodiversità;
• L’importanza dell’educazione ambientale in contesti urbanizzati e in via di urbanizzazione;
• Il ruolo dell’educatore come bravo “dialogatore”, passando da una visione trasmissiva ad una visione comunicativa;
• Tecniche da praticare per stimolare a livello terrotoriale la progettualità rivolta alla sostenibilità delle azioni di singoli, gruppi ed Enti pubblici;
• Metodologie da adottare anche in via sperimentale rivolte alla sostenibilità e alla responsabilità delle azioni di ogni singolo cittadino;
• I limiti dell’equazione: sviluppo economico = qualità della vita.

Finalità:
A livello generale, creazione di una rete dinamica di collaborazione tra Soggetti Istituzionali, ed operatori del settore.
Rafforzamento di una struttura che sia di riferimento per coloro che vogliano intraprendere il percorso citato e operare non solo nell’ambito del territorio del Parco del Pollino, che sia capace
di fungere da tramite con Enti e strutture private che operano nel settore dell’educazione alla sostenibilità.

Durata:
Giornate previste 3 (tre), di cui due in aula dove i relatori possano esporre i contenuti che riterranno opportuno in relazione alle tematiche da sviluppare, ed una uscita verosimilmente nel territorio del Parco Nazionale del Pollino, accompagnati da una guida ufficiale per mettere a confronto casi trattati nel corso dei due appuntamenti teorici.

Materiali prodotti e/o disponibili:
Verranno messi a disposizione degli uditori eventuali appunti (dispense) predisposti dai relatori e/o materiale cartaceo/multimediale che il referente dell’Ente patrocinante intende predisporre. Inoltre, tenendo conto dell’attività svolta e delle tematiche emerse durante il seminario, verranno, eventualmente, predisposti dei volumi cartacei contenenti gli atti del seminario stesso.

Altre notizie utili a descrivere l’attività:
Lavoro organizzato in gruppi tematici (con successiva condivisione in plenaria e interventi dei relatori invitati).
Predisposizione di idee progettuali sui temi emersi dai lavori seminariali.

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Giornata WWF

A luglio 2013 con ragazzi della scuola estiva a Senise gli operatori del C.E.A.S. Lago Montecotugno, hanno coadiuvato il programma fornendo spunti su attività rivolte all’educazione ambientale, fornendo ai ragazzi materiale riciclato utile per la creazione di oggetti.

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